Un bicchiere con: ‘A vita

Un bicchiere con: ‘A vita

Lui è calabrese, lei friulana. Lui un enologo, lei un’operatrice culturale. Li ha uniti la passione per la natura e per l’arte. Insieme a Cirò, provincia di Crotone, in Calabria, portano avanti ‘A vita. “Nel dialetto calabrese ‘a vita indica la vite, la pianta dell’uva con cui i nostri vini mantengono un legame profondo”. Negli otto ettari affacciati sulle rive dello Jonio, tra il mare e le montagne della Sila, coltivano vitigni autoctoni. E i vini? Be’, se il New York Times li ha menzionato due volte negli ultimi anni un motivo deve esserci. Ma per chi non si fida della critica, domenica 30 aprile e lunedì 1 maggio a Bologna, alla Fiera dei vignaioli eretici di Gusto nudo festival, ci saranno anche loro. Iniziamo a conoscerli attraverso le parole di Francesco.

Francesco, racconta un po’ di te: chi sei, quanti anni hai…
“Sono un idealista e un sognatore. Non posso dire la mia età perché deluderei i troppi che mi credono giovane… Con Laura conduco a biologico ‘A vita, che è una piccola realtà aziendale, da meno di 20.000 bottiglie”.

Che vuol dire per voi essere vignaioli eretici?
“Portare avanti con rigore e coerenza il proprio pensiero, cercando di non farsi distrarre dal modello dominante, dai compromessi di comodo. Essere onesti con se stessi e con il pubblico”.

Che vini producete? E fate anche ospitalità?
“Cirò da uve Gaglioppo. Vitigno autoctono da secoli adattato a un piccolo areale sul versante ionico della Calabria. Vini rossi dal tannino deciso a volte esuberante, ma comunque elegante. Con la vendemmia 2015 ho proposto anche un bianco da uve autoctone Greco bianco. Ospitiamo nella nostra casa in collina, immersa tra gli ulivi e con vista sul mare di Punta Alice. Si può dormire e godere di un buon bicchiere di vino e di colazioni indimenticabili in un ambiente tranquillo e familiare”.

Tre aggettivi per descrivere i vostri vini.
“Riconoscibili. Territoriali. Sinceri”.

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