Un bicchiere con: Di Cato

Un bicchiere con: Di Cato

Si dice che chi nasce a Vittorito, piccolo borgo dell’entroterra montano abruzzese, in provincia dell’Aquila, non possa non avere un rapporto forte con la terra. Sarà questo ad aver spinto Mariapaola Di Cato a decidere di dedicarsi ai vigneti di famiglia, nonostante la laurea e un lavoro in un’impresa. Troppo forte il richiamo che sentiva ogni mattina diretta in ufficio. Di Cato è un’azienda biologica che si sviluppa su un ettaro di terra. Insieme a Mariapaola, 36enne, ci lavora il padre Francesco, 60 anni: “Ma nei momenti più intensi si riunisce tutta la famiglia!”, racconta Mariapaola. I vini Di Cato si potranno gustare domenica 30 aprile e lunedì 1 maggio a Bologna, alla Fiera dei vignaioli eretici di Gusto nudo festival.

Mariapaola, che vuol dire per te essere una vignaiola eretica?
“Se la osserviamo attentamente la natura ci insegna il non conformismo, l’indipendenza, la libertà di scelta e letteralmente l’eretico è proprio colui che sceglie. Noi abbiamo semplicemente scelto di essere custodi di un ettaro o poco più di vigneto, che coltiviamo nel rispetto del ciclo vitale della pianta e del territorio in cui vive, in cui viviamo. Questo vuol dire essere pronti a rimettersi in gioco ogni anno e accettare quello che l’annata dà, anche quando è poco generosa come lo è stata per noi ad esempio quest’ultima del 2016. Una forte gelata ha bruciato gran parte delle gemme, abbiamo raccolto solo il 20% e abbiamo scelto di vinificare solo le nostre uve e solo Malvasia e Cerasuolo d’Abruzzo. Un’eresia!?! Direbbe qualcuno commercialmente parlando. Per noi è essere fedeli a ciò in cui si crede, e noi crediamo che il vino si fa in vigna! Il vino ha un’anima, è vivo, merita rispetto come chi sceglie di berlo”.

Che vini fate? Producete anche altro?
“Il nostro vitigno è il Montepulciano, ma il nostro vino è il Cerasuolo d’Abruzzo ‘Eughenos Raggio di luna’, rosato da uve di Montepulciano che macera sulle bucce per una notte. Il Montepulciano d’Abruzzo, quello che fermenta sulle bucce, affina in legno ed esce solo dopo tre anni dalla vendemmia, c’è ma solo in annate speciali ed è il nostro ‘Nonno Mariano’, di cui abbiamo messo in bottiglia pochi giorni fa l’annata 2014. Mentre è già in giro ‘AnimaErrante’ Montepulciano d’Abruzzo 2015: non so se si ripeterà un’annata del genere, per questo l’abbiamo imbottigliata senza affinamenti in botte, per apprezzarne in pieno la grandiosità di questo vitigno! Unico vino bianco, il nostro ‘Eughenos Raggio di sole’, una malvasia ottenuta da fermentazione sulle bucce. Accanto al vino abbiamo anche olio, zafferano e ortaggi, ma al momento per solo autoconsumo e per qualche amico che viene a trovarci nel giusto periodo!”.

Tre aggettivi per descrivere i vostri vini.
“Direi vivi, sinceri e… un po’ lunatici!”.

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