Un bicchiere con: Glassierhof

Un bicchiere con: Glassierhof

Ha passato i cinquant’anni da poco e ha uno spirito da guascone, come dimostra la fotografia che ritrae… l’ombra del suo profilo. Stefan Vaja è il titolare di Glassierhof, azienda vinicola alto atesina di Villa di Egna, territorio in cui già in periodo preromano si coltivava l’uva. L’ironia non sminuisce la serietà con cui produce vini di qualità, seguendo le uve dalla vigna fino all’imbottigliamento. Domenica 30 aprile e lunedì 1 maggio, i vini Glassierhof si potranno gustare a Bologna alla Fiera dei vignaioli eretici di Gusto nudo festival.

Da dove viene il nome Glassierhof?
“Glassier deriva dal latino ‘clausura’. In epoca post romana, i terreni che erano circondati da un muro o altro avevano questa dicitura: il 50% di questo muro è ancora in piedi. Poi nel medioevo il nome fu germanizzato. La seconda parte, ‘hof’, è il sinonimo per maso o rudere. L’azienda è in possesso della mia famiglia da 9 generazioni”.

Che vuol dire per te essere un vignaiolo eretico?
“Penso che eretico sia la parola sbagliata nei miei confronti. Cerco di seguire i miei vigneti e il vino nel migliore dei modi al momento a mia conoscenza. Con le esperienze di chi mi ha preceduto, seguendo i ritmi lunari e con l’aiuto della scienza moderna, cercando di diminuire il più possibile la mia impronta di CO2. Conscio di non poter capire tutto e di non essere capito da tutti. Sicuro però di avere scelto la via giusta”.

Che vini produci?
“I vini che produciamo sono i seguenti: Lagrein Glassier Riserva, Sauvignon Geboch, Pinot Bianco Glassier, Chardonnay Glassier, Cabernet Sauvignon Merlot Learn Riserva, Schiava e Pinot Nero. Non facciamo B&B, ma cerchiamo di produrre il più possibile di generi alimentari per  l’autoconsumo”.

Tre aggettivi per descrivere i tuoi vini.
“Avendo un punto di vista soggettivo nei confronti dei miei vini, preferisco non descriverli. Così chi li beve si può fare un suo parere liberamente, senza dover cercare nel vino quello penso io”.

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