Un bicchiere con: Liberex

Un bicchiere con: Liberex

Condivisione, collaborazione, sviluppo: sono queste le parole d’ordine di Liberex, circuito di credito commerciale dell’Emilia-Romagna, partner di Gusto nudo festival. Un circuito che punta tutto sul fare comunità e sullo scambio di beni e servizi, svincolato dall’euro. Le imprese del circuito, infatti, possono vendere e acquistare utilizzando strumenti di pagamento e di credito complementari a quelli tradizionali, ma ancorati a ciò che loro stesse producono e fanno. Un circuito virtuoso, quindi, e che cresce in maniera equilibrata, come si spiegherà nel workshop in programma venerdì 28 alle ore 18 alle Serre dei Giardini Margherita. Una piccola anticipazione nell’intervista a Paolo Piras, responsabile operativo del circuito Liberex.

Quando è nato Liberex?
“Liberex è nato nel 2014 da Sardex.net, il circuito di aziende creato in Sardegna e ora esteso in altre 11 regioni in Italia. Attualmente Liberex conta circa 300 imprese associate, di ogni dimensione e settore, che hanno generato un volume di transazioni pari a oltre 2,6 milioni di euro, il tutto senza l’utilizzo di moneta corrente”.

Qual è la filosofia di Liberex?
“Siamo nati per offrire una parte di soluzione al problema dell’accesso al credito per le piccole e medie imprese, ripensando l’economia locale in chiave collaborativa e fiduciaria. Abbiamo assunto come base l’idea che il valore del denaro non sia tanto nell’accumulo quanto nella sua circolazione, e che al centro degli scambi economici non ci possono essere soltanto delle valutazioni numeriche, ma i rapporti fiduciari e la reciprocità. Chi fa parte del circuito è consapevole di partecipare a un processo di cambiamento collettivo: all’interno del circuito sono le aziende stesse a finanziarsi reciprocamente a tasso zero, favorendo la permanenza della ricchezza prodotta sul territorio e incentivando modelli di sviluppo sostenibili”.

Perché avete deciso di sostenere Gusto nudo festival?
“Perché condividiamo molte cose: è un festival che mette al centro della propria visione il rapporto diretto con e tra i produttori. Ogni ‘mercato’ nasce da una relazione, e i mercati basati su relazioni umane crescono su basi solide, rafforzano i legami fiduciari e rendono duraturi rapporti considerati sporadici. È ciò che cercheremo di far emergere durante il workshop del 28 aprile alle Serre dei Giardini Margherita. Certo, poi anche noi piace bere del buon vino”.

Tre aggettivi per descrivere Liberex.
“Innovativo, perché mettere al centro del modello economico la persona e le sue relazioni è quanto di più innovativo si possa fare oggi. Sostenibile, perché favorire l’economia del territorio vuol dire rendere più resiliente l’ecosistema sociale. Giusto, perché favorire l’accesso al credito delle imprese che intendono sviluppare la propria attività dovrebbe essere un diritto riconosciuto”.

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