Un bicchiere con: Lieselehof

Un bicchiere con: Lieselehof

Fa biologico da oltre 20 anni l’azienda vinicola Lieselehof, di Caldaro, in Alto Adige, il cui nome deriva da una storia familiare di un secolo e mezzo fa. A gestirla c’è Werner Morandell, 62enne convinto che si possa e si debba produrre vino, proteggendo allo stesso tempo l’ambiente. Domenica 30 aprile e lunedì 1 maggio, l’azienda Lieselehof sarà a Bologna alla Fiera dei vignaioli eretici, in programma all’ex Ospedale dei Bastardini in occasione di Gusto nudo festival.

Werner Morandell, da dove viene il nome Lieselehof?
 “Ha origine nella storia dei miei bisnonni: Franz Morandell, nato nel 1835, e Elisabeth (Liesele) Meraner. Il mio bisnonno morì presto, lasciando soli una manciata di ragazzi e la mia bisnonna. Da quel tragico evento, i ragazzi di questa madre e contadina, che allevò da sola i suoi figli, vennero chiamati ‘i ragazzi della Liesele’ e, più tardi, il maso venne soprannominato ‘della Liesele’. Per questo motivo oggi la nostra tenuta ha il nome ‘Lieselehof”.

Che vuol dire per te essere un vignaiolo eretico?
“Il mio sogno sono vigneti in fiore, senza trattori che spargono veleni. I primi tentativi di produzione biologica li ho fatti nel 1993. Dal 2002 ho intensificato la nostra ricerca nella difesa dell’ambiente con la piantagione di vitigni Piwi. I primi vini senza trattamenti in vigna sono stati presentati nel 2003. Nel 2004 abbiamo creato il programma ‘Vini di montagna’, il vigneto più alto è sul Passo Mendola a 1300 metri d’altitudine. Nel 2005 il nostro ‘Museo delle Viti’ è stato aperto al pubblico: attualmente raccoglie 350 vitigni diversi di tutto il mondo. Nel 2008 ho vinto per la prima volta con il nostro passito Sweet Claire (vitigno non trattato Bronner) il premio ‘Miglior passito muffato’ d’Italia, lo stesso si è ripetuto con l’annata 2011. Nel 2011 ho presentato un libro, ‘Le mie viti’, in cui descrivo una sessantina di vitigni resistenti alle malattie fungine. Nel 2014 ho pubblicato un altro libro, ‘Vitigni resistenti Lieselehof’, 250 pagine di informazioni su viti e vino. Adesso, oltre la certificazione biologica, abbiamo sei vini che provengono da uve non trattate. Nel 2016 ‘Vini buoni d’Italia’ ci ha assegnato il premio Ecofriendly per l’impegno decennale di salvaguardia dell’ambiente”.

Che vini produci?
“Produciamo 4 bianchi, uno spumante metodo ancestrale, 2 rossi e 3 passiti. I bianchi sono il Julian (Bronner/Johanniter), il Vino del passo (Solaris), il Weissburgunder (Pinot bianco) e un Gewürztraminer. Lo spumante è il Lieselehof Brut. I rossi si chiamano Amadeus (Schiava) e Feldherr (Cabernet sauvignon, Cabernet franc e Carmenère). I passiti sono Sweet Claire, Sweet Claire Riserva e Sweet Claire Quintessenz, tutti da uve Bronner. Oltre ai vini, facciamo ospitalità e affittiamo degli appartamenti per vacanze”.

Tre aggettivi per descrivere i tuoi vini
“Veramente naturali (con le certificazioni ‘Bio’ e ‘Green Mountain Wine’); eleganti; freschi, con la freschezza dei vini dell’Alto Adige”.

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