Un bicchiere con: Tunia

Un bicchiere con: Tunia

Francesca è enologa e biologa e segue la vigna e la cantina. Chiara, laureata in Economia, si occupa del commerciale. Poi c’è Andrea, fratello di Francesca, che è l’esperto di strategie e finanza. Francesca, Chiara e Andrea sono i 3 quarantenni e poco più dietro a Tunia, azienda vinicola biologica nata nel 2008 a Civitella in Val di Chiana, in provincia di Arezzo. I loro vini naturali – quattro secchi, un rifermentato in bottiglia e un vin santo – si potranno gustare domenica 30 aprile e lunedì 1 maggio a Bologna alla Fiera dei vignaioli eretici, organizzata in occasione di Gusto nudo festival.

Cosa vuol dire Tunia?
“Nel pantheon etrusco, Tunia era la divinità che presiedeva alla maturazione dei frutti. Da qui il nome che abbiamo scelto, mai così beneaugurante”.

Che vuol dire per voi essere vignaioli eretici?
“In vigna e in cantina la nostra parola d’ordine è: rispetto. Per le piante, per il terreno, per gli animali piccoli e grandi. Per la nostra uva, per i lieviti, per il tempo. Cerchiamo di non forzare le cose. Nella produzione, nelle fermentazioni, negli affinamenti. Questo vuol dire quasi sempre aspettare tempi lunghi, poco compatibili con le leggi di mercato; vuol dire che un prodotto potrà essere molto diverso da un anno all’altro, e queste cose vanno spiegate. Proprio per questo per noi è estremamente importante avere un contatto diretto con chi beve vino senza avere, comunque, la pretesa di piacere a tutti”.

Che vini fate? La vostra azienda produce anche altro o fa ospitalità?
“Produciamo 5 vini. ‘Il Sottofondo’ è un bianco frizzante rifermentato in bottiglia, col fondo; il vitigno che utilizziamo è il Trebbiano di una vigna del 1970. Il Chiarofiore è un bianco dalla lunga macerazione, da uve Trebbiano e Vermentino, da vigna del 1970. Il Chiaroscuro è un rosato da Cabernet Sauvignon, vinificato in bianco (anche se dal colore non si direbbe). Il Chiassobuio è  invece Sangiovese con un po’ di Colorino e Canaiolo; anche in questo caso le uve vengono da una vecchia vigna. Il Cantomoro è infine un Cabernet Sauvignon di lungo affinamento. A questi si aggiungono un vin santo, ancora non pronto per essere commercializzato, e una grappa di vin santo in piccolissime quantità. Abbiamo anche una piccola produzione di olio extravergine di oliva dalle varietà Frantoio, Leccino e Moraiolo”.

Tre aggettivi per descrivere i vostri vini.
“Territoriali, vivi, trasparenti (ma non nel senso fisico del termine)”.

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