Un bicchiere con: Vini Scirto

Un bicchiere con: Vini Scirto

La chimica dell’amore – reciproco e verso la terra – è l’unica chimica ammessa a Vini Scirto, azienda vinicola di Passopisciaro, frazione di Castiglione di Sicilia, comune in provincia di Catania sulle pendici settentrionali dell’Etna. I vigneti hanno quasi un secolo di vita e sorgono a 650 metri di altitudine su un terreno di sabbia vulcanica. A lavorarli, Giuseppe e Valeria. Lui ha 37 anni, lei 34, stanno insieme da 16 anni e prima di intraprendere questa avventura facevano tutt’altro: Giuseppe è un perito informatico, lei una laureanda in Lingue straniere. “Inconsapevolmente è stato naturale, per noi, fare vino naturale – raccontano –. Abbiamo in totale 2,5 ettari tra vigneto e uliveto, che gestiamo e lavoriamo soltanto noi 2, tranne, ovviamente, nei giorni della vendemmia quando vengono in nostro aiuto tutti i parenti”. Domenica 30 aprile e lunedì 1 maggio, Vini Scirto sarà a Bologna alla Fiera dei vignaioli eretici di Gusto nudo festival.

Qual è la storia di Vini Scirto?
L’azienda apparteneva ai nonni di Giuseppe che hanno sempre prodotto vino e olio, che venivano venduti rigorosamente sfusi.  Quando il nonno di Giuseppe è morto, era il periodo in cui tutti, sull’Etna, vendevano i vigneti… E noi, invece, controcorrente, abbiamo deciso di non vendere e di iniziare a lavorare le vigne, spinti anche e soprattutto dal fatto che per Giuseppe hanno un grande valore affettivo, visto che sin da piccolo ci trascorreva tutte le estati insieme a suo nonno aiutandolo nei lavori…. Così nel 2009 abbiamo iniziato a lavorare in vigna, come il nonno ci ha insegnato e la 2010 è stata la nostra prima annata ad andare in bottiglia”.

Che vini fate?
Le vigne sono centenarie e i vitigni sono nerello mascalese, nerello cappuccio (bacca rossa), carricante, catarratto, minnella e grecanico (bacca bianca): tutti vitigni autoctoni. Produciamo 3 etichette:  un bianco, blend di tutte le uve a bacca bianca che si chiama Don Pippinu (in ricordo del nonno);  due Etna Rosso, provenienti da due contrade diverse, che si chiamano Don Pippinu e A’ Culonna.  Abbiamo completamente bandito la chimica sia dai terreni che dalla cantina… L’unica chimica che utilizziamo è quella dell’amore!”.

Che vuol dire per voi essere vignaioli eretici?
“Essere vignaioli eretici per noi vuol dire essere corretti in un mondo scorretto. Vuol dire essere onesti, prima di tutto con noi stessi. Vuol dire essere coscienti che siamo solo i custodi di questa terra per il breve tempo del nostro passaggio. Vuol dire pensare a chi verrà dopo di noi”.

Tre aggettivi per descrivere i vostri vini.
“Artigianali. Naturali. Sinceri”.

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